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Emorroidi esterne: cosa fare, e cosa cambia rispetto a quelle interne

Come riconoscere le emorroidi esterne, cosa fare in caso di trombosi, perche il dolore e diverso e quali rimedi danno sollievo reale.

Aggiornato il 2026-09-20 · Come scriviamo

La differenza fra emorroidi interne ed esterne non e una sottigliezza anatomica: cambia completamente i sintomi e cosa conviene fare.

Come si riconoscono

Emorroidi esterne non complicate. Rigonfiamenti molli intorno all'ano, che danno fastidio, prurito e difficolta nell'igiene. Possono gonfiarsi dopo uno sforzo e poi ridursi.

Trombosi emorroidaria esterna. E la complicanza tipica: un coagulo si forma dentro il gavocciolo. Compare all'improvviso un nodulo duro, bluastro, molto dolente, spesso dopo uno sforzo, un viaggio lungo, un episodio di stitichezza o diarrea.

Il dolore e acuto, continuo, peggiora seduti e alla defecazione. Raggiunge il picco in 48-72 ore, poi cala lentamente.

Marische. Lembi di pelle molle che restano dopo una trombosi risolta. Non fanno male, danno fastidio nell'igiene. Non sono emorroidi attive.

Cosa fare subito in caso di trombosi

Le prime 72 ore contano.

Se il dolore e intenso, vai dal medico o al pronto soccorso entro questo intervallo: una piccola incisione in anestesia locale svuota il coagulo e il sollievo e quasi immediato. Dopo le 72 ore il coagulo inizia a riassorbirsi da solo e in genere si preferisce la gestione conservativa.

Nel frattempo, o se il dolore e sopportabile:

  • Ghiaccio avvolto in un panno, 10-15 minuti piu volte al giorno, nelle prime 24-48 ore
  • Semicupi tiepidi dopo le prime 48 ore, 10 minuti due o tre volte al giorno: rilassano lo sfintere
  • Antidolorifici orali (paracetamolo, ibuprofene se puoi assumerlo)
  • Pomate con anestetico locale per il sollievo sintomatico
  • Ammorbidire le feci: fibre e acqua, eventualmente un lassativo osmotico per qualche giorno
  • Evitare di stare seduti a lungo su superfici dure; la ciambella non e sempre utile, a volte aumenta la congestione

Rimedi quotidiani

Igiene delicata. Acqua tiepida, niente sapone aggressivo, tamponare invece di strofinare. Le salviette profumate spesso irritano.

Pomate e supposte. Anestetici locali, protettivi, vasocostrittori. Quelle con cortisone non oltre 7-10 giorni: assottigliano la mucosa. Escina, amamelide, centella e ossido di zinco sono piu tollerati per usi prolungati.

Flebotonici orali. Diosmina ed esperidina micronizzate hanno prove discrete nella riduzione del sanguinamento e dei sintomi in fase acuta.

Fibre e acqua. L'intervento con le prove piu solide in assoluto: riduce sanguinamento e sintomi in modo significativo. Obiettivo 25-30 g di fibre al giorno, con almeno 1,5-2 litri d'acqua.

Gli errori che allungano tutto

  • Spingere durante la defecazione: il singolo fattore piu dannoso
  • Restare seduti sul water oltre 3-5 minuti. Il telefono in bagno e un fattore di rischio reale
  • Lassativi stimolanti usati abitualmente
  • Grattarsi: innesca un circolo prurito-lesione-prurito
  • Carta igienica ruvida e strofinamento
  • Rimandare la visita per imbarazzo

Utile: uno sgabellino sotto i piedi, che porta le ginocchia sopra il livello delle anche e riproduce la posizione accovacciata, riducendo lo sforzo.