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Mente e memoria

Memoria negli anziani: cosa è normale e cosa no

Come distinguere le dimenticanze fisiologiche dai segnali da approfondire, quali cause sono reversibili e cosa riduce davvero il rischio.

Aggiornato il · Come scriviamo

Con l'età la memoria cambia, ma non tutto quello che cambia è preoccupante. Saper distinguere serve a due cose: non allarmarsi per nulla, e non minimizzare quando invece conta.

Cosa è normale invecchiando

  • Serve più tempo per richiamare un nome o una parola, ma poi arriva
  • Si fa più fatica a fare due cose insieme
  • Si impara qualcosa di nuovo più lentamente
  • Si dimenticano dettagli di un evento, ricordando l'evento
  • Ci si distrae più facilmente in ambienti rumorosi

In tutti questi casi la persona si accorge della difficoltà e usa strategie di compenso: liste, promemoria, agende. Questo è un buon segno.

Cosa merita una valutazione

SegnalePerché conta
Dimenticare eventi recenti interi, non dettagliVa oltre il fisiologico
Ripetere la stessa domanda a distanza di pochi minutiIndica mancata registrazione
Perdersi in luoghi familiariCoinvolge l'orientamento
Difficoltà con attività abituali e complesse (bollette, farmaci, cucinare una ricetta nota)Impatto funzionale
Mettere oggetti in posti insoliti (le chiavi nel frigo)Diverso dal semplice dimenticare dove sono
Cambiamenti di umore, personalità o comportamentoSpesso precoci
Sono gli altri a notarlo prima della personaIl più importante di tutti
Peggioramento rapido, in settimaneRichiede valutazione urgente

L'ultimo punto è il discriminante più utile: nel calo fisiologico è la persona a lamentarsene; nelle forme che meritano approfondimento sono spesso i familiari ad accorgersene per primi.

Le cause reversibili da escludere per prime

Questa è la parte più importante e più trascurata. Diverse condizioni comuni danno sintomi che assomigliano a un declino cognitivo, e si risolvono trattandole:

  • Carenza di vitamina B12 o di folati
  • Ipotiroidismo
  • Anemia e carenza di ferro
  • Depressione: nell'anziano si manifesta spesso come rallentamento e difficoltà di memoria, non come tristezza
  • Apnee notturne
  • Farmaci: benzodiazepine, antistaminici di prima generazione, anticolinergici, alcuni antidepressivi. Sono una causa frequentissima.
  • Disidratazione e infezioni, soprattutto urinarie: nell'anziano possono causare confusione acuta
  • Alcol
  • Deficit di udito e vista: non sentire bene riduce l'input e simula un problema di memoria

Un pannello di esami semplici (emocromo, B12, folati, funzione tiroidea, glicemia, funzione renale ed epatica) e una revisione dei farmaci sono il punto di partenza ragionevole.

Cosa riduce davvero il rischio

Attività fisica

È fra gli interventi meglio documentati. Aumenta il flusso cerebrale e i fattori neurotrofici. Obiettivo: 150 minuti a settimana di attività moderata, più lavoro di forza due volte a settimana.

Vita sociale

L'isolamento sociale è uno dei fattori di rischio modificabili più rilevanti secondo l'OMS. Frequentare persone è una forma di allenamento cognitivo complesso.

Correggere udito e vista

La perdita uditiva non corretta è associata a un rischio aumentato di declino cognitivo. Gli apparecchi acustici, usati, riducono quel rischio.

Controllo dei fattori cardiovascolari

Pressione, colesterolo, diabete, fumo. Ciò che protegge il cuore protegge il cervello.

Sonno

Il consolidamento della memoria avviene nel sonno profondo. Trattare insonnia e apnee ha un effetto diretto.

Imparare cose nuove

Non le parole crociate, che ti rendono bravo nelle parole crociate. Qualcosa di nuovo e progressivo: una lingua, uno strumento, un ballo, un'attività manuale complessa.

Gli integratori

Le prove sono modeste. Omega-3 e vitamine del gruppo B aiutano soprattutto in caso di carenza documentata. Il ginkgo biloba, molto studiato, ha dato risultati complessivamente deludenti nella prevenzione del declino.

Nessun integratore previene la demenza. Possono avere un ruolo di supporto in un quadro che comprende movimento, sonno, socialità e controllo dei fattori di rischio.